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frati fritti vegan
Dolci

Frati fritti vegan | Senza uova, strutto e latticini

Frati fritti, parafrittus o fatti fritti? Io fin da piccola li ho sempre chiamati fatti fritti (come tutti nella zona di Sassari), è stato uno shock da adulta scoprire che in realtà è l’unico nome scorretto. Perché? Ti spiego.

Se ben lievitati, dopo la cottura sui frati fritti si forma una striscia più chiara che ricorderebbe il cordone che cinge il saio dei frati. Para in sardo vuol dire proprio frate. Anche il buco al centro ricorderebbe un altro dettaglio che richiama i frati: la chierica. Non si finisce mai di imparare!

Curiosità a parte, i frati fritti sono un tuffo nella mia infanzia. Andavo matta per queste golose ciambelline tipiche del periodo di carnevale, solo sentirne il profumo era già una festa. Ho dovuto per forza provare a rivisitarli in chiave 100% vegetale e ci sono riuscita alla grande! Il gusto è esattamente lo stesso, giuro. Da commuoversi.

Quali ingredienti troverai nei miei frati fritti vegan e sostituzioni

Farina Manitoba: è una farina “forte” che si utilizza principalmente per le ricette che necessitano di lievitazioni lunghe. Permette di ottenere dei frati fritti ben lievitati e soffici. Se preferisci puoi sostituirla con della semplice farina 0.

Farina 00: perfetta per ottenere delle ciambelline sofficissime anche dopo qualche giorno di conservazione. Puoi sostituirla con della farina di farro.

Latte di avena: è il latte vegetale che preferisco utilizzare per la preparazione dei lievitati dolci e salati. Questo perché ha un gusto “cerealoso” (mi passi questo termine?) perfetto per questa tipologia di preparazioni. Puoi sostituirlo con del latte di soia non zuccherato.

Margarina vegetale: la utilizzo in sostituzione dello strutto, previsto nella ricetta originale.

Filu ‘e ferru: è l’acquavite tipica della tradizione sarda. Puoi sostituirla con del liquore all’anice oppure ometterla.

Lievito di birra secco: puoi sostituirlo con 12g di lievito di birra fresco avendo cura di scioglierlo nel latte di avena leggermente tiepido prima di incorporarlo nell’impasto.

Ottime ragioni per provare i miei frati fritti vegan

  • 100% vegetali
  • senza uova e latticini
  • senza strutto
  • golosi
  • sofficissimi
  • profumati
  • rimangono soffici per diversi giorni
  • si possono congelare

Ingredienti

Dosi per: 10 pezzi | Preparazione:30 minuti + tempi di lievitazione (12 ore + 2 ore) | Cottura: 2-3 minuti

250 g farina Manitoba
250 g farina 00 o farro
300 ml latte di avena
60 g zucchero di canna
50 g margarina vegetale
1 cucchiaio di filu ‘e ferru
1 arancia, la scorza
4 g lievito di birra secco
8 g lievito in polvere per dolci

5 g sale

1 l olio di arachidi per friggere
zucchero per la copertura

Come preparare i frati fritti vegan

1- Nella ciotola della planetaria munita di foglia (o in una ciotola capiente se lavori a mano) unisci le due farine, il lievito il polvere setacciato, lo zucchero e il lievito di birra secco, quindi aziona la planetaria a velocità minima per qualche secondo per amalgamare bene tutti gli ingredienti.

2 – Ora aggiungi il latte di avena a filo, meglio se leggermente tiepido (mi raccomando, tiepido, non caldo). Una volta che il latte verrà assorbito dalle farine, aggiungi la scorza grattugiata dell’arancia e il filu ‘e ferru.

3 – Aggiungi gradualmente anche la margarina precedentemente sciolta e tiepida all’impasto e, infine, il sale.

4 – A questo punto, se stai lavorando con la planetaria, cambia la foglia con il gancio per impastare e lavora l’impasto per 10-15 minuti, in modo tale che si formi in maniera adeguata la maglia glutinica. Dovrai ottenere un impasto ben idratato. Una volta pronto, trasferisci l’impasto in una ciotola e coprilo con della pellicola alimentare e un paio di strofinacci puliti. Lascia riposare l’impasto all’interno del forno spento, meglio se con la luce accesa, per 12 ore. Passate le 12 ore l’impasto dovrebbe essere raddoppiato e presentare delle bollicine in superficie.

5 – Con le mani leggermente infarinate, forma delle palline da circa 80 g ciascuna con la tecnica della pirlatura, schiacciale leggermente e crea un buco al centro di ogni pallina e allargandolo leggermente per formare una ciambella.

6 – Man mano riponi i frati fritti su una teglia foderata con della carta forno ben distanziati gli uni dagli altri e coprili con un panno pulito. Riponi la teglia nel forno spento con la luce accesa per un’ora e mezza.

7 – Terminata la seconda lievitazione, friggi i frati fritti in olio di arachidi ad una temperatura di 160°C, un minuto per lato. Friggi un massimo di 2-3 ciambelline alla volta.

8 – A fine cottura, trasferisci le ciambelline su un piatto con della carta assorbente per togliere l’olio in eccesso e, subito dopo, ancora calde, passale nello zucchero.

frati fritti vegan

Come conservare i parafrittus vegan

Queste deliziose ciambelline si conservano per 3-4 giorni a temperatura ambiente all’interno di un contenitore ermetico. Se preferisci puoi anche congelarle avendo cura di riporle in un contenitore ermetico separate con della carta da forno.

Ti è piaciuta questa ricetta? Se hai preparato i miei frati fritti vegan mi piacerebbe che tu lo condividessi con me taggandomi su Instagram @essenzavegetale o lasciandomi un commento qui sotto.

Se stai cercando altre idee per dei dolci di carnevale golosi e 100% vegetali dai uno sguardo alla sezione ai miei frisjoli, le classiche frittelle lunghe della tradizione sarda.

2 Commenti

  • Gabriella
    14 Febbraio 2024 at 13:45

    Ciao Silvia volevo sapere se è proprio necessario farlo lievitare 12 ore , perché parlando con una signora sarda , mi ha detto che sembrano tante , che basterebbero 2 ore. Però non so, lei logicamente non le fa vegane .
    Comunque se serve farò esattamente come la ricetta. Grazie😊

    Rispondi
    • Silvia
      14 Febbraio 2024 at 19:27

      Ciao Gabriella, i tempi di lievitazione variano a seconda della quantità di lievito che si utilizza per la ricetta. Meno lievito si utilizza, più lungo sarà il tempo di lievitazione e, viceversa, più lievito si utilizza meno lunga sarà la lievitazione. Perché la scelta di utilizzare meno lievito? Perché i lievitati risulteranno più leggeri e facilmente digeribili oltre che più soffici. Immagino quindi che la signora di cui parli utilizzi una dose di lievito maggiore per velocizzare i tempi ma a discapito della leggerezza dei frati fritti. Spero di essere stata chiara 😊

      Rispondi

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